Confidenza Controcorrente


Premessa

Vorrei portare a considerare come, nonostante la buona volontà, colui che scrive (sia esso letterato o, come in questo caso, una persona qualunque) un articolo, un libro o una mera confidenza come questa, non può trattare infiniti argomenti legati ai problemi che affliggono l'intera umanità. Accettando questo "limite" forse si avrà modo di concentrare la propria (e necessaria) lucidità mentale sugli aspetti trattati, ottimizzando le critiche o le eventuali riflessioni, e prendendoli semplicemente come esemplificativi.

Tutti i temi trattati in questa confidenza, tutti gli esempi e le riflessioni che vi porterò a fare, ruotano in realtà intorno a un sentimento comune alla maggior parte delle persone, e cioè il desiderio di aiutare (indistintamente che si tratti di altri uomini, di animali o di piante). Questa vuole dunque essere la chiave di lettura dell'intera "confidenza controcorrente".

Nota: le tante parole che troverai tra le "virgolette" non celano incertezze personali, ma vanno lette (avendone l'occasione) come un possibile argomento da approfondire.


Obiettivi

Questa "confidenza controcorrente" vuole evidenziare la PASSIVITA' e la SUPERFICIALITA' con le quali si è portati, quotidianamente, a recepire le notizie diffuse attraverso le diverse forme e mezzi di comunicazione, con il risultato di formarsi delle opinioni quasi esclusivamente sulla base di impressioni indotte.

Questa rivelazione vuole altresì scuotere le menti (e non il cuore, quello è di ognuno) di coloro che ritengono di essere sufficientemente sensibili e umili, perché questo possa avvenire senza che venga lesa la propria personalità o moralità; almeno questo è ciò che mi auguro.

Nella prima parte verrà illustrata un’analisi, tra quelle fattibili, relativa al contenuto, nonché alle finalità, di quella che si può definire una "classica" richiesta di aiuto da parte di un'associazione tra le tante che raccolgono donazioni (cioè soldi) per lo più finalizzate, in teoria, al sostentamento dei bambini poveri, o analogamente, alle adozioni a distanza. Queste richieste vogliono a loro modo sensibilizzare le persone su degli argomenti – che un opuscolo non può certo approfondire - relativi ad altrettante realtà quasi sempre centrate nel territorio africano. Solitamente vengono utilizzati metodi prettamente "codificati", come del resto lo sono le specifiche tipologie di immagini che le completano.

Nella seconda parte della confidenza verranno invece illustrati - attraverso alcune immagini decisamente forti dal punto di vista dell'impatto emotivo e psicologico - altri esempi per i quali le persone, "se lo desiderassero realmente dal cuore", potrebbero sentire il desidero di impegnarsi senza alcuna delega, dunque in prima persona, investendo parte del proprio tempo in questioni che non hanno nulla da condividere con i soliti "luoghi comuni". Dunque non me ne vogliano gli africani, perché non ho nulla contro di loro, ma la terra è grande e i problemi, se li si vuole vedere, sono davvero infiniti!

*****

Prima parte

Nota: è mio dovere sottolineare che l'utilizzo di materiale dell'associazione “actionaid” è puramente casuale e che non è mia intenzione promuovere un attacco verso di essa.

Quelli sottostanti sono esempi di richieste di aiuto "standard" dove viene "sfruttata" la problematica relativa alla povertà nel mondo, ma "forse", solo per secondi fini.

c     c

Se osservando le immagini qui sopra ti sei emozionato, allora può anche darsi che tu sia una persona di animo buono; ma guardati bene dal non cadere nella trappola di luoghi comuni appositamente adoperati per abbindolare gli individui deboli, i quali, per molteplici ragioni, non riescono ad approfondire ciò che vedono, andando oltre.

Se me lo concedi vorrei portarti a riflettere su come il nostro cervello è costantemente bersagliato da informazioni e/o richieste tese talvolta a destabilizzare l'equilibrio (psico-emotivo) personale di ognuno, riuscendo in molti casi a denudare quell'intrinseco e particolare "senso di colpa" che, una volta innescato, vive perenne nella coscienza dell'uomo.
Ci giungono molteplici "input", a volte in maniera esplicita e diretta, altre attraverso dei "messaggi subliminali", che condizionano il nostro modo di pensare, portandoci ad una reazione “indotta”, verso una direzione “indotta”.
Tuttavia, questi messaggi spesso si riferiscono soltanto a uno fra gli innumerevoli problemi reali che, ahinoi, affliggono la vita dell'intera umanità.

Domanda: E di tutti gli altri problemi... chi te ne parla?

Ora osserva attentamente la foto sottostante: noterai che si tratta di un "classico" richiamo umanitario che basa la sua efficacia sull'utilizzo di immagini di bambini ritratti in pose "codificate", volte a commuovere ed attirare l'attenzione su problemi che riguardano molte delle popolazioni nel mondo, senza sapere se gli aiuti richiesti sono in effetti erogati o se i soggetti ritratti non sono in verità "sfruttati" dai loro stessi "soccorritori" per scopi secondari, o meglio, meschini!!

c  

Basti pensare a tutto il materiale pubblicitario che ci viene recapitato attraverso la nostra banca, tramite posta o via internet, oppure agli opuscoli che troviamo in chiesa piuttosto che  "casualmente" in occasione di eventi mondani. Non parliamo poi di ciò che ogni anno, soprattutto nel periodo di Natale, ci viene propinato da diverse fonti sempre con lo stesso fine, e cioè bersagliare la folta schiera degli ingenui buonisti.

Perché ho citato più volte il termine codificate? Se fai attenzione all'inquadratura potrai scorgere un particolare interessante, vale a dire che l'obiettivo della macchina fotografica è posto strategicamente più in alto rispetto al soggetto (conta che per questo genere di scatti la regola è sempre la stessa e cioè "dall'alto verso il basso" - se non ci credi controlla le fotografie sottostanti) così che d'impatto tu possa essere indotto a sentirti "superiore" o in qualche modo “responsabile”, e perché questa dilatata sensazione ti tolga la lucidità del respiro, rendendoti vulnerabile e debole. Dunque manipolabile!

c  c  c  c  c  c

Certo, è anche vero che la visione di occhi così grandi, sgranati e comunque belli come li hanno i bambini in primo piano riuscirebbe a sciogliere il cuore di chiunque. Ma ciò accade soprattutto quando questa visione avviene nel bel mezzo di un momento di allegria, riuscendo così a graffiare l'anima di chi li osserva, forse per via dello stato di sterile "superiorità" in cui ci si riconosce.

Domanda: Di tutto questo... tu sei davvero colpevole?

E ora comincia la vera "confidenza controcorrente", che forse non ti aspetti venga fatta, ancora di più se su un argomento molto delicato ma che come altri, suo malgrado, rischia di divenire un "luogo comune".

Prova ad esaminare tutto questo con occhi diversi e considera invece che il più delle volte il fine è quello di raccogliere soldi (che per convenienza vengono chiamati "fondi"), del cui utilizzo però non si hanno prove tangibili. Tu hai forse delle prove tangibili? Davvero tangibili a parte il fatto di averlo sentito dire da terzi?

Pensa che si scopre che spesso i "fondi" (basti pensare a molte notizie di cronaca degli anni appena trascorsi) vengono utilizzati per incentivare ciò che si può definire palesemente illecito, oppure, come più volte ci hanno riferito i telegiornali, vengono "spesi" (cioè sperperati!!) ancora prima che il processo attivato volga al termine.

Questa è la mia opinione: personalmente mi sono sentito un vigliacco dopo avere inviato uno o più sms o bollettini postali di raccolta fondi, non per il gesto in sé ma perché riflettendoci fa specie pensare di potersi limitare a quello. Dunque sono arrivato a pensare che la gente che "contribuisce" a queste associazioni possa essere divisa in due categorie: chi lo fa senza limitarsi a questo, ma prodigandosi in prima persona e secondo le proprie possibilità in aiuti concreti a chi gli sta vicino; e chi lo fa inconsciamente solo per saziare il proprio senso di colpa, cioè un "poverino" divenuto "buono a comando" che non sa fare dell'altro, nutrendo la schiera dei "buonisti".

*****

Seconda parte

Ora proverò a dirigere (cercherò anch'io di condizionarti) la tua attenzione e i tuoi buoni sentimenti - certamente sinceri - verso altre realtà e persone che non siano per forza africani o bambini. Ti propongo di mettere alla prova le tue emozioni davanti alla vista di altre immagini, legate ad altrettanti casi di vita vissuta (o di morte), e colme di sofferenza. Ma ricorda che sono degli esempi, dunque non limitarti a ciò che vedrai perché è questo in fondo quello che sto cercando di trasmetterti dall'inizio della mia confidenza.
Comincia a considerare che si tratta di situazioni di dolore e disperazione che generalmente non arrivano alla ribalta dell'opinione pubblica, perché poco "sceniche" o "scomode", dunque rimangono nell’ombra, o addirittura sconosciute alla maggior parte delle persone. Ma nonostante tutto, esistono!!

Allora attenzione, stai per vedere delle immagini "forti", risultato di guerre degli ultimi anni, che "altri" non hanno voluto divulgare.

_________________________________________________________

Foto di soldati vittime delle stesse guerre che sono mandati a combattere. Alcune foto possono risultare molto "cruente", se ne consiglia pertanto la visione solo a chi pensa di non essere impressionabile.

c  c  c  c  c  c  c  c

c  c  c  c  c  c  c  c

Ma per tutti i soldati che sono partiti da casa (lasciando la propria famiglia) credendo nella loro missione, o nel combattere per il proprio paese, e sono ritornati senza uno o più arti o non sono ritornati affatto, hai mai versato una lacrima?

*****

Foto di vittime civili di recenti guerre. Alcune foto possono risultare molto "cruente", se ne consiglia pertanto la visione solo a chi pensa di non essere impressionabile.

c c c c c c c c

Per tutte le famiglie distrutte da bombardamenti, omicidi, stupri, lutti, hai mai versato una lacrima?

*****

Foto di BAMBINI vittime di recenti guerre. Alcune foto possono risultare molto "cruente", se ne consiglia pertanto la visione solo a chi pensa di non essere impressionabile.

c  c  c  c  c  c  c

c  c  c  c  c  c  c

Per tutti i bambini vittime innocenti di situazioni politiche e militari e della barbarie "dei grandi", che nessuno ti ha mai mostrato in televisione ma che sono morti nei peggiori dei modi, hai mai versato una lacrima?

_________________________________________________________

La visione di queste immagini provoca dolore, emozioni, e sicuramente ora che te le ho mostrate, non le dimenticherai più.
Ma anche questo è un condizionamento.

Voltando pagina, le emozioni che hai appena provato, sono scaturite anche per le vittime di sciagure di diversa natura, recenti o passate? Adesso ti farò alcune domande per le quali dovrai esclusivamente dare conto a te stesso, perciò sarai libero di mentirti se lo riterrai furbo:

  1. Hai qualche ricordo tangibile di immagini o episodi inerenti il terremoto del 13 Gennaio 2010 ad Haiti dove, ad oggi, si stimano oltre 200.000 cadaveri? (Sicuramente sì, vista la sua attualità) Cosa hai fatto di concreto in quell'occasione?

  2. Hai qualche ricordo tangibile di immagini o episodi inerenti il terremoto in Abruzzo del 6 Aprile del 2009 dove morirono quasi 300 persone? (Forse sì, visto che anch'esso è stato, "giustamente", reso molto mediatico) Cosa hai fatto di concreto in quell'occasione?

  3. Hai qualche ricordo tangibile di immagini o episodi inerenti il terremoto del 26 Dicembre 2005, al largo di Sumatra, nel Sud Est Asiatico, dove un violento sisma seguito da un'ondata di maremoto ha provocato oltre 200.000 morti in Indonesia, Thainlandia, Sri Lanka e India? (Comincia il difficile forse?) Cosa hai fatto di concreto in quell'occasione?

  4. Hai qualche ricordo tangibile di immagini o episodi inerenti il terremoto del 31 Ottobre 2002 in Molise e Puglia dove si contarono 30 vittime, di cui 27 bambini a San Giuliano di Puglia dopo il crollo di una scuola? (Ricordi vaghi?) Cosa hai fatto di concreto in quell'occasione?

  5. Hai qualche ricordo tangibile di immagini o episodi inerenti il terremoto dell'Irpinia del 23 Luglio 1930 (magnitudo 6,7) che provocò 1.425 morti? (Certo i più giovani non c'erano all'epoca e dunque entrano in gioco i parenti più anziani ed i loro eventuali ricordi).

  6. Hai qualche ricordo tangibile di immagini o episodi inerenti il terremoto del 13 Gennaio 1915 ad Avezzano, dove morirono circa 32.600 persone per un terremoto di magnitudo 7,0? (Forse nonni o bisnonni ne sanno qualcosa?)

  7. Hai qualche ricordo tangibile di immagini o episodi inerenti il terremoto del 28 Dicembre 1908 che colpì la Calabria e la Sicilia, un terremoto di 30 secondi (magnitudo 7,2) che rase al suolo le città di Reggio Calabria e Messina e tutti i villaggi nell'area, causando 130.000 morti? A titolo infomativo, si tratta della più grave sciagura naturale in Italia per numero di vittime, a memoria d'uomo.

  8. Hai qualche altro ricordo similare? Oppure è meglio fermarsi perché altrimenti l'elenco sarebbe lunghissimo?

Ora.

Non mi dirai che sotto l'aspetto umano c'è differenza se in un tragico evento muoiono in "tre" in "trecento " o in "tremila"? Oppure se sono morti più uomini che donne, piuttosto che anziani o bambini? Spero tu stia pensando di NO, la morte è morte e basta! La sofferenza non ha colore o religione, è sofferenza e basta.
E' vero infatti che spesso siamo portati ad emozionarci o a considerare una situazione più o meno grave anche in base alle nostre esperienze e alla nostra sensibilità, ma se ci facessimo un esame di coscienza approfondito magari potremmo scoprire che spesso le nostre reazioni sono dettate, più che dal cuore, da pregiudizi o “manipolazioni” mediatiche.
(Questo aspetto meriterebbe una “confidenza” a sé, e lascio dunque solamente lo spunto per approfondirlo: ti sei mai chiesto infatti perché i media periodicamente trasformano l'omicidio “di provincia” nel grande giallo nazionale, a cui fare appassionare la popolazione, sino a rendere gli omicidi delle vere e proprie “star” televisive? Forse vogliono distrarre l'attenzione da altre problematiche? Sta di fatto che tra qualche anno ci ricorderemo più del delitto di Chiara Poggi o Meredith Kercher o del delitto di Cogne, piuttosto che del terremoto di San Giuliano di Puglia).

E' sacrosanto dare la giusta attenzione alle vittime (buonanime), ma successivamente si pensa mai a dare importanza anche a tutte le persone rimaste ferite, invalide o che hanno perso la casa o i propri cari in uno dei terremoti sopra elencati? Chi ha pensato a loro? Chi?! Per questo forse vale la pena ammettere, a noi stessi si intende, di essercene spesso dimenticati.

Tanto per citare un altro dei possibili argomenti, perché non parlare delle disumane crudeltà di cui sono protagonisti poveri animali (attenzione, non mi riferisco a quelli del circo o ai cani abbandonati in autostrada), vittime di uccisioni, decapitazioni, o ancora animali scuoiati vivi, vivisezionati, o risultati di operazioni ed esperimenti che fanno rabbrividire? Chi non si impressiona alla vista di innocui animali (di nuovo, non mi riferisco ai "soliti" cani e gatti tanto citati quanto a loro volta strumentalizzati) portati alla stregua della loro povera esistenza da noi cattivi esseri umani?
Crudeltà e situazioni che tuttavia la maggior parte delle persone ignora, ma che comunque esistono nel quadro delle ingiustizie sulla terra. Chi soffre per loro? Quanti si adoperano attivamente per loro? Il problema è sempre lo stesso, vale a dire che cominciamo ad affezionarci emotivamente ad una "situazione" immediatamente dopo che, in diversi modi, ce l'hanno propinata!

Ancora qualche contraddizione della vita quotidiana, giusto per evidenziare il nostro modo di vivere le cose e gli eventi in modo del tutto superficiale:

  1. Perché in Italia ogni anno muoiono circa 6000 persone sulle strade con una media di 15 morti e 800 feriti al giorno - considerando che nel mondo ne muoiono circa 1.000.000 con una media di 3000 vittime al giorno - senza che TUTTO questo susciti particolare attenzione o reazione?

  2. Perché le persone tendono con tanta facilità a farsi coinvolgere emotivamente dai piagnistei altrui (dalle vicissitudini all'interno del "Grande Fratello" all'uccisione di un emerito sconosciuto in circostanze "particolari"), mentre potrebbero pensare di utilizzare tempo, mente e lacrime per i propri? 

  3. Perché gli “italiani" hanno commemorato i militari caduti a Nassiriya nello straziante dolore collettivo, istituendo per l'occasione un lutto nazionale, e soltanto qualche settimana dopo - successivamente alla morte di un giovane 28enne, "tifoso" laziale, in un'area di servizio autostradale - hanno assalito armati di qualsiasi oggetto contundente diverse caserme, aizzati da un avvenimento che all'epoca dei fatti non poteva che risultare poco chiaro?

  4. Perché gli "italiani" si lasciano trasportare dalle emozioni e dall'entusiasmo per ogni nuovo tragico evento, dimenticandosi presto di quanto di analogo accaduto anche poco tempo prima? (Vedi le domande sui terremoti poste sopra)

  5. Perché le persone non metabolizzano il fatto che ogni anno, soprattutto nel periodo di Natale, si tende a diventare più deboli e vulnerabili (qualcuno dice "buoni") cascando nelle facili trappole tese dai mass media per succhiarci fino all'ultimo euro, ma soprattutto dandoci l'illusione di espiantare l'intrinseco senso di colpa che vive in ognuno di noi? Luca Carboni in una sua canzone diceva "o è Natale tutti i giorni o non è Natale mai".

  6. Perché personaggi come Rocco Siffredi sono stati additati per il contenuto di una pubblicità (quella delle "patatine"), che se proprio poteva lasciare l'ombra dell'equivoco, sicuramente lo ha lasciato nelle menti perverse degli adulti e non certo in quelle dei bambini? Come mai però a distanza di tempo vengono trasmesse senza critiche altre pubblicità, secondo me molto più provocanti, fuori luogo, o volgari, come quella dell'olio "stimolante" che incita a rapporti "alternativi", o "dell'anello" per stimolare entrambi?

  7. Perché si è pronti a impietosirsi per le condizioni di vita di persone e bambini di altre parti del mondo, mentre la situazione insalubre che tempo fa si è venuta a creare a Napoli per via dei rifiuti sparsi in ogni angolo della città, e dove di mezzo c'è anche la vita di molti bambini "italiani", non tocca nessuno? 

Domanda: In generale, come mai non c'è una giusta proporzione negli aiuti da destinare a ciascuno dei casi di disperazione quotidiani?

Questa confidenza sta volgendo al termine, ma ricorda che tutto quanto hai visto e letto sino ad ora, rappresenta - benché brutti - soltanto degli esempi. Ma non solo, ricorda sino alla fine della lettura che se ti sei emozionato, è perché io ti ho indotto a farlo, come altri in passato!

Per chiudere dunque il cerchio, e ritornare al sentimento che ci porta a voler “aiutare”, e dal quale siamo partiti, vi chiedo di mettere da parte per un istante quanto letto sino ad ora, e rispondere a questa domanda: nella vita hai mai provato ad aiutare qualcuno che ti è vicino, magari molto più di quanto non immagini, invece di perderti in iniziative (forse utopiche) destinate a luoghi geograficamente opposti a te?

Se ci rifletti ti renderai certamente conto di quanto vieni spinto ad allontanare il tuo pensiero dalla realtà in cui vivi, affinché venga proiettato verso altre mete del mondo. Diversamente, il tuo fantomatico "vicino" quantomeno potrebbe ringraziarti di persona per quello che faresti, stringerti forte la mano mentre sorride mostrandoti la sua immensa gratitudine, e ovviamente, senza che tu aspetti nulla in cambio. Se hai voglia di aiutare il tuo prossimo, non me ne vorrà e non te ne vorrà il "Signore" (o qualsiasi Dio in cui credi) se preferisci cercarlo in qualcuno non lontano da te, veramente bisognoso del tuo aiuto.

Potresti contribuire a risollevare o sostentare nel tempo (dunque non solo con un sms) ad esempio le seguenti persone:

- Le tante famiglie italiane disagiate (ce ne sono di certo anche nella tua città) che non riescono a sfamare i loro bambini, i quali a loro volta rischiano di ammalarsi, contrarre delle infezioni, ed in certi casi, anche di morire;

- I poveri bambini che aspettano un'adozione o sono ammalati negli ospedali, che (tramite volontariato nelle associazioni di assistenza, impegnando tempo che altrimenti verrebbe magari speso per attività futili) possono trovare conforto e gioia nella vicinanza di persone “amiche”;

- I bambini e le persone nate con delle malformazioni fisiche "inguardabili", per questo rinchiuse in strutture apposite, e che per lo stesso motivo non vivranno mai con quelle "normali" visto che in pochi sarebbero disposti a guardarli dritti negli occhi senza trasmettergli ribrezzo o paura, mentre tanti altri, addirittura, neppure sanno della loro esistenza;

- Chi permanentemente è costretto a causa di gravi malattie a rimanere a letto, o su una sedia a rotelle (ce ne sono di certo anche nella tua città), e letteralmente prega perché qualcuno si offra di fargli la spesa, o magari di andare a comprargli le medicine in farmacia, forse, perché oltre all'ascensore, non ha neppure un parente su cui contare;

- Tutte le persone che negli anni hanno perso la propria famiglia e tutti i loro beni per via di calamità naturali, tanto violente quanto drammatiche e spietate, e che ancora oggi vivono in accampamenti o abitazioni di fortuna, nonostante magari abbiano riportato delle invalidità psicofisiche;

- Quegli anziani - soli o genitori di "figli" ingrati e desiderosi della bella vita - lasciati a se stessi in ospedali, case di cura, o negli ospizi (ce ne saranno di certo anche nella tua città), dove tra un affanno e l'altro, in silenzio, scrutano l'orizzonte da una finestra, mentre sperano in cuor loro che qualcuno li vada a trovare, anche se solo per pochi minuti, forse prima di morire.

Non aggiungo altri esempi perchè ormai avrai capito che se tu volessi potresti trovarne dieci volte quanti ne ho proposti io, la maggior parte dei quali la gente non conosce, o non considera, o non vede neppure.

Siamo arrivati davvero alla fine di questo percorso, ma non stupirti perché questi sono, e rimangono, degli esempi; altri puoi metterli a fuoco tu stesso, se soltanto cominci a guardare la vita con gli occhi dell'anima (invece che attraverso quelli del "Grande Fratello"). Ti invito a riflettere su quanto si è "portati a tenere gli occhi chiusi" in merito a molte realtà (spesso anche perché è più “facile” far finta di non vedere che affrontare le situazioni), o meglio, a come osserviamo soltanto nella direzione in cui ci spingono a farlo, rimanendo facili prede di meschini convinti di poter sfruttare la nostra dignità. Balle!! Svegliati!!

Apri gli occhi e comincia a metabolizzare una volta per tutte l'idea di poter agire attivamente in prima persona negli eventi della vita, invece di cedere alla tentazione di "pulirti l'anima" donando qualche euro (ancora più facile quando ne avanzano) invece di contribuire a cambiare la realtà in cui vivi insieme alle persone alle quali vuoi bene, o vicino ai tuoi "vicini". Spesso é più semplice mandare un aiuto economico piuttosto che "sporcarsi le mani" in prima persona, prendendo davvero contatto con la realtà, toccando con mano le difficoltà che possono incontrarsi in ogni iniziativa.
Grazie al tuo reale sostegno avresti la possibilità di aiutare qualcuno a superare momenti difficili, alleviandogli dolore e sofferenza.

Tuttavia prima di giungere a questo punto di partenza sarebbe propedeutico riuscire a focalizzare la condizione necessaria per affrontare questa esperienza: vale a dire assicurarsi che la propria coscienza sia nutrita davvero da sani principi, quali la predisposizione all'altruismo, l'amore verso il prossimo, la voglia di crescita, e perché no, il desiderio di una "purificazione".

Ma sii cosciente fin dall'inizio del fatto che bisognerà investire parte della propria vita intesa come tempo prezioso... allora?

Grazie per avere dedicato del tempo a questa confidenza controcorrente, che spero abbia suscitato delle riflessioni; ma soprattutto spero tu abbia capito il succo di tutto questo: non farti condizionare dalle menti astute, ma scegli di vivere o di soffrire soltanto secondo la tua spontanea volontà. Cerca di intraprendere la strada che discosta dall'ipocrisia, o dallo “stupido” buonismo.

E per concludere, un ultimo consiglio: se dopo tutto ciò che hai letto riconosci di essere una persona che, nonostante ne possa essere colpito, ha poco interesse nel tentare di risolvere le problematiche che non lo riguardano da vicino e nelle quali non può entrare in qualche modo “di persona”, ammettilo e vivi sereno con te stesso (come faccio io).
L'importante è non divenire uno dei (tanto citati in questa confidenza) “buonisti”, cioè chi buono non è, ma vuole apparirlo, o peggio è illuso di esserlo.

Diversamente, se davvero vuoi aiutare chi ritieni ne abbia bisogno, fallo “con gli attributi”, affrontando difficoltà e critiche. Come infatti si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla possa essere in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo, così credo che la miglior cosa da fare sia cominciare a prodigare aiuto a chi ci sta vicino; l'azione di ciascuno contribuirà a provocare a lungo andare l'effetto di una bomba atomica d'amore.


Non sognare di poter cambiare la parte del mondo che non ti appartiene,
se ancora non hai cambiato la tua, e in ogni caso parti da te stesso.


Se vuoi fare una libera confidenza perché ti senti libero da pregiudizi e luoghi comuni, scrivi all'indirizzo:
eternamentelibero@libero.it