Banner
  • 05.jpg
  • 10.jpg
  • 08.jpg
  • 04.jpg
  • 09.jpg
  • 03.jpg
  • 02.jpg
  • 01.jpg
  • 07.jpg
  • 06.jpg

Foto Casuale

News del Sito

06 Maggio 2012
Foto Campionati Regionali

22 Aprile 2012
Foto Stage Primaverile

22 Aprile 2012
Foto Internazionali Giaveno

03 Marzo 2012
Video Trofeo Subaru 2012

12 Febbraio 2012
Foto Trofeo Subaru 2012

11 Gennaio 2012
Il "Successo" di Renato M.

18 Dicembre 2011
Foto Trofeo Natalizio

18 Dicembre 2011
Video Trofeo Natalizio

04 Dicembre 2011
Regole del Dojo

03 Marzo 2012

Riconoscimento EYES

 

Riconoscimento Europeo EYES
Move your body, stretch your mind

Traduci il Sito

Calendario

Ultimo mese Maggio 2012 Prossimo mese
L M M G V S D
week 18 1 2 3 4 5 6
week 19 7 8 9 10 11 12 13
week 20 14 15 16 17 18 19 20
week 21 21 22 23 24 25 26 27
week 22 28 29 30 31

Prossimi Eventi

Domenica 20 Maggio - 12:00
Raduno e C.A.I. Lombardia
Domenica 10 Giugno - 12:00
Raduno e C.A.I. Lombardia
Giovedì 12 Luglio
Stage Estivo S.K.I.-I.

Amici HSD

Banner

Video da YouTube

HSD Social Network

   

La Fortuna di poter dare del "LEI"

di Carmelo Schetto


Vi siete mai chiesti quale sia il modo più corretto di rivolgersi al proprio Istruttore?
E' giusto o sbagliato dare del "TU"?

Ci tengo a sottolineare che ciò che vado a scrivere in questo articolo, è solo una mia riflessione personale che può essere condivisa da alcuni ma anche criticata da altri. Personalmente, mi pongo il quesito espostovi in apertura dell'articolo, già da diverso tempo e, con tutta sincerità, discutendone con compagni-atleti anche di altre palestre, mi ritrovo spesso a confrontarmi con pareri diversi dal mio.
Diverso tempo fa, mi trovai a discuterne in maniera approfondita, proprio con un mio compagno di Dojo che, a quel tempo, era alle sue prime lezioni pratiche nella disciplina del Karate-do; ricordo che si domandava per l'appunto se fosse il caso oppure no di dare del "TU" al Maestro, in considerazione del fatto che il nostro Istruttore era pressoché un nostro coetaneo. Nel sentirmi porre questa domanda,  risposi, senza alcun dubbio, che lui aveva la Fortuna di poter dare del "LEI" al Maestro e che quindi non doveva assolutamente sprecare questa opportunità.
Parlo di Fortuna, con la "F" maiuscola, perchè io, purtroppo, questa possibilità, almeno con il mio Maestro, non l'ho avuta data la precedente conoscenza che ci lega e che rende innaturale dargli del "LEI".
In tal senso, posso dire che, basandomi sulla mia esperienza, ho potuto appurare che dando del "TU" al proprio Istruttore, spesso, anche se in buona fede, si perdono di vista alcuni accorgimenti e delicatezze (e distanze) che ogni allievo dovrebbe avere nei confronti del proprio Istruttore in quanto tale.
Quello che poi, a maggior ragione non capisco, è il motivo per cui certi accorgimenti si debbano avere “soltanto” nei riguardi dei capostipite delle federazioni e non con il proprio Istruttore che, in fin dei conti, è colui che più di chiunque altro durante ogni singola lezione, trasmette ai propri allievi la sua esperienza personale, nel ruolo di insegnante.
Mi chiedo ad esempio, perchè durante gli stage, i raduni o le manifestazioni ai quali presenziano Maestri "importanti", si faccia a gara per poter portare la borsa, o comunque si cerchi di primeggiare sugli altri partecipanti agli occhi dei Maestri, e poi tutto ciò non avvenga in modo spontaneo anche nel proprio Dojo: queste sono delicatezze che, a priori, bisognerebbe avere nei confronti del proprio Istruttore.
Ciò mi fa dedurre che siano solo dei gesti "meccanici", poco sentiti, e compiuti senza comprenderne il reale valore e significato.
Credo quindi che uno dei molteplici fattori che determinano la giusta e sana crescita in una disciplina come il Karate-do, sia quello di non accorciare le distanze con il proprio Maestro, ma al contrario “rinnovare quotidianamente” la stima nei suoi confronti, iniziando, fra le altre cose, con il dargli del "LEI". Come nel comporre un puzzle, dove incastrando i vari pezzi con attenzione e cura si arriva a concludere il lavoro, così ritengo che sia anche nel Karate-do, dove con il tempo, il sudore, la fatica, gli errori, i sacrifici, e l'impegno costante, ci si può migliorare...

Detto ciò, a qualunque altro compagno mi ponesse la stessa domanda, risponderei sicuramente: "NON PRIVARTI DI QUESTA FORTUNA!"

Oss!

Carmelo Schetto
Allievo dell'Heijo Shin Dojo